Controlli funzionali sulle macchine irroratrici

I trattamenti antiparassitari alle colture arboree ed erbacee rappresentano momenti tra i più delicati dell’intero processo produttivo agricolo infatti dalla letteratura di settore si evincono dati preoccupanti con perdite di prodotto fitosanitario per deriva nell’ordine del 30-60% e con punte anche del 70-90% nei trattamenti invernali su colture arboree. Oltre a questo si aggiungono anche forme di inquinamento puntiforme attribuibili a perdite di prodotto fitoiatrico in punti specifici delle aziende agricole (ad esempio nelle zone di lavaggio delle macchine irroratrici  o di preparazione della miscela fitoiatrica).

Partendo da tali dati oggettivi sia a livello Comunitario che a livello Nazionale e Locale ci si è preoccupati di migliorare l’impatto dei prodotti fitosanitari per ridurre i rischi per l’ambiente e la salute umana.  In tale contesto è stata emanata la Direttiva 128/2009/CE, che istituisce un “Quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei fitofarmaci”, recepita nell’ordinamento italiano con il decreto legislativo n. 150 del 14 agosto 2012 e con il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentali e Forestali (Mipaaf) del 22 gennaio 2014 che ha previsto l’adozione del Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN).

L’articolo 12 del decreto legislativo n. 150 del 14 agosto 2012 e l’Azione A.3 del PAN prevedono che le macchine irroratrici ad uso professionale, operanti sia in ambito agricolo che extra-agricolo, debbano essere sottoposte a controllo funzionale obbligatorio.

Oltre al controllo funzionale obbligatorio la normativa sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari sottolinea l’importanza della regolazione o taratura delle macchine irroratrici per conseguire maggior efficienza nella distribuzione del prodotto fitoiatrico in relazione alla coltura da trattare, attenuando l’effetto deriva dei trattamenti.

Scadenze
Attrezzature da sottoporre al controllo funzionale

– Macchine irroratrici per la distribuzione sul piano verticale (es. irroratrici aero-assistite, irroratrici a polverizzazione per pressione senza ventilatore, cannoni, irroratrici scavallanti, irroratrici a tunnel con e senza recupero).
– Macchine irroratrici per la distribuzione sul piano orizzontale (es. barre diserbo con larghezza maggiore di tre metri, irroratrici con calate, cannoni, irroratrici per diserbo sottofila di colture arboree non schermate, irroratrici abbinate a macchine operatrici con banda trattata superiore a tre metri).
– Macchine irroratrici e attrezzature impiegate per i trattamenti fitosanitari alle colture protette.

Per le irroratrici destinate ad attività per conto terzi le tempistiche per l’esecuzione dei controlli funzionali si riducono a 2 anni, considerata la maggiore operatività delle irroratrici stesse.

Attrezzature diverse dalle precedenti da sottoporre al controllo funzionale, ai sensi del DM 03/03/2015 n. 4847
– Macchine irroratrici abbinate a macchine operatrici (es. seminatrici o sarchiatrici) con banda trattata inferiore o uguale a tre metri.
– Macchine irroratrici schermate per il trattamento localizzato del sottofila di colture arboree.
Per tali attrezzature il primo controllo doveva essere effettuato entro il 26 novembre 2018 ed i successivi ad intervalli non superiori a sei anni (ridotti a quattro per i terzisti)

Attrezzature per le quali non è stata ancora determinata la data del primo controllo in quanto non sono ancora disponibili le procedure tecniche standardizzate per il controllo funzionale
– Macchine impolveratrici, microgranulatori, barre umettanti, fumigatrici, attrezzature per il trattamento/concia delle sementi, dispositivi termo nebbiogeni
Attrezzature esonerate dai controlli
– Macchine portatili e spalleggiate, azionate dall’operatore, con serbatoio in pressione o dotate di pompante a leva manuale oppure irroratrici spalleggiate a motore prive di ventilatore, non utilizzate su colture protette

Sanzioni

Il decreto legislativo n. 150/2012, all’articolo 24, comma 7, prevede sanzioni da 500 a 2.000 euro in caso di mancato controllo della funzionalità delle irroratrici in uso entro i termini stabiliti dalla legge (26/11/2016).

 

Psr, bando della tipologia 13.2.1: precisazione

In relazione alla campagna 2021 la Regione Campania precisa che i titolari delle aziende agricole localizzate in zone non più riconosciute soggette a vincoli naturali significativi diverse dalle zone montane possono accedere comunque ai benefici della tipologia d’intervento 13.2.1 come previsto dal Reg. (Ue) 2220/2020.

In merito, il bando approvato con decreto dirigenziale n. 107 del 12 aprile 2021 – in attuazione dell’art. 32 comma 5 del Reg. (Ue) 1305/2013 che stabilisce che “quando l’indennità raggiunge i 25 euro in seguito all’applicazione del meccanismo di degressività, lo Stato membro può mantenere l’indennità a tale livello fino al termine del periodo di graduale soppressione” – ha fissato a 25 euro per ettaro l’indennità compensativa per le aziende le cui superfici sono localizzate in territori non rientranti nella nuova delimitazione (punto 6.2, pagina 7)

Per saperne di più sulla nuova delimitazione delle aree con vincoli naturali significativi diversi dalla montagna clicca QUI

Decreto Semplificazione e Innovazione digitale

Decreto Semplificazione e Innovazione digitale

Al via la digital trasformatione della P.A.

Dal 1° marzo 2021, in linea con quanto disposto dal Decreto Semplificazione e Innovazione digitale (DL n. 76/2020), l’Agenzia delle Entrate e l’INPS non rilasceranno più nuove credenziali Fisconline e My INPS ai cittadini. L’accesso sarà consentito solo attraverso lo SPID.

Restano valide, comunque, le credenziali già in possesso degli utenti e in uso, ma verranno dismesse il 30 settembre 2021.

Nessun cambiamento per professionisti e imprese, che potranno utilizzare o richiedere le credenziali Entratel, Fisconline o Sister anche dopo il 1° marzo e fino alla data che sarà stabilita con un apposito decreto attuativo, come previsto dal CAD.

L’ACCESSO CON SPID E CNS AI SERVIZI TELEMATICI DELL’AGENZIA: FASE TRANSITORIA

Gli utenti in possesso al 1° marzo 2021 delle credenziali Fisconline, fornite dall’Agenzia (codice fiscale, password e PIN), potranno continuare a utilizzarle per accedere ai servizi telematici e sarà ancora possibile il rinnovo delle password scadute. Non saranno più rilasciate, invece, nuove credenziali, mentre quelle già in uso saranno valide fino 30 settembre 2021. Dal 1° ottobre 2021, quindi, le credenziali Fisconline non saranno più attive e sarà necessario accedere, a scelta, con SPID o CNS. Chi non avesse uno di questi strumenti dovrà dotarsene. Le persone fisiche, prima di poter operare per le società e/o per gli enti per i quali siano stati autorizzati, devono identificarsi. Dal 1° ottobre 2021 potranno farlo esclusivamente con SPID o CNS.

Come ottenere il Sistema per l’identità digitale

Tutti i cittadini italiani maggiorenni possono attivare la propria identità digitale rivolgendosi ad un gestore di identità (identity provider) o ad una certification authority.

Psr al Sud, la spesa pubblica supera il 55% dei budget

Estratto dell’articolo pubblicato da Agronotizie.imagelinenetwork.com il 27 aprile 2021 – Secondo Agea Coordinamento al 31 marzo 2021 i Psr delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, a fronte di una dotazione finanziaria totale originaria di 7,3 miliardi di euro, hanno messo a segno spesa pubblica per oltre 4 miliardi pari ad un avanzamento del 55,07% sulla la dotazione complessiva.

Nel primo trimestre 2021 il Psr Campania ha messo a segno una spesa pubblica complessiva di 19,2 milioni di euro, 11,65 dei quali in quota Feasr, raggiungendo così una spesa pubblica totale di 1 miliardo e 26 milioni a fine trimestre pari ad un avanzamento di spesa del 56,62%.

Ismea apre portale Piu’ impresa dedicato all’imprenditoria giovanile

Ismea apre portale Piu’ impresa dedicato all’imprenditoria giovanile

Apre il nuovo portale ‘Più impresa’, dedicato all’imprenditoria giovanile, con l’estensione sull’intero territorio nazionale, del contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile.

Al contributo resta abbinato il mutuo a tasso zero di importo fino al 60% dell’investimento. La misura è dedicata ai giovani che intendono subentrare nella conduzione di un’azienda agricola o che sono già attivi in agricoltura da almeno 2 anni e intendono migliorare la competitività della loro impresa. Nelle more della pubblicazione del decreto attuativo di cui all’art. 43-quater del cosiddetto ‘Decreto semplificazioni’, ogni domanda sarà istruita utilizzando per l’intero territorio nazionale le disposizioni relative a Resto al Sud, con due novità: estensione a 41 anni non compiuti dell’età dei richiedenti; riduzione della percentuale di garanzia dal 120% al 100%dell’importo del mutuo agevolato. L’ammissione alle agevolazioni sarà disposta, nei limiti delle risorse disponibili, seguendo l’ordine cronologico di presentazione, solo a seguito della pubblicazione del richiamato decreto interministeriale. Grazie alle novità presenti nel decreto Semplificazioni è possibile, infatti, anche per i giovani imprenditori agricoli del Centro e del Nord Italia, affiancare al mutuo a tasso zero il contributo a fondo perduto per finanziare l’ampliamento di un’azienda esistente oppure avviare un progetto di start up nel quadro di un’operazione di ricambio generazionale. Il mix delle due agevolazioni, previsto in precedenza solamente nel Mezzogiorno (cfr. decreto Resto al sud) è stato infatti esteso all’intero territorio nazionale.

Nel dettaglio, la misura denominata ‘Più impresa‘ finanzia investimenti fino a 1.500.000 euro per lo sviluppo o il consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo. Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili e in un mutuo a tasso zero per la restante parte, nei limiti del 60% dell’investimento. La durata massima è stabilita in 15 anni con un periodo di preammortamento di massimo 30 mesi.

Destinatari dell’intervento sono le micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, amministrate e condotte e da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti.

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Regione Campania: tutti i provvedimenti anti-Covid per l’agricoltura

La crisi innescata dal Covid-19 – considerata la più grave dell’era della globalizzazione – si caratterizza per la rapidità con cui si è diffusa su scala planetaria, incidendo prima sugli aspetti sanitari per poi agire, con forza, su quelli socio-economici. Al pari di quanto accade negli altri Paesi avanzati, la pandemia sta dispiegando i suoi effetti negativi anche sul tessuto economico, produttivo e sociale dell’Italia e dei singoli territori.

In un tale scenario, la Regione Campania ha adottato una serie di provvedimenti – illustrati nella sezione dedicata del portale istituzionale – volti al contenimento, prima, e alla riduzione, poi, della diffusione del contagio tra i cittadini. Al tempo stesso, Amministrazione è impegnata a dare risposte concrete alla crisi socio-economica.

Con delibera di Giunta n. 170 del 7 aprile 2020, la Regione Campania ha adottato il Piano per l’Emergenza Socio-Economica, dell’importo complessivo di 908 milioni di euro, che contiene misure straordinarie di sostegno alle imprese, comprese quelle dell’agricoltura e della pesca, ai professionisti e lavoratori autonomi nonché di supporto alle famiglie, ai singoli cittadini in difficoltà e alle fasce più deboli della popolazione.

Si tratta, dunque, di un Piano molto articolato. Sono previste, infatti, cinque tipologie di misure di sostegno:

  • per le politiche sociali (dotazione: 515,8 milioni);
  • per le microimprese (artigiane, commerciali, di servizi o industriali), i professionisti/lavoratori autonomi e le aziende agricole e della pesca (dotazione: 288 milioni);
  • per la casa (dotazione: 45,4 milioni);
  • per il comparto del turismo (dotazione: 30 milioni);
  • per specifici comparti dell’agricoltura (dotazione: 29 milioni).

In particolare, il Piano – così come dettagliato dalla delibera di Giunta regionale n. 211 del 5 maggio 2020 – stanzia 45 milioni a favore delle imprese agricole e 5 milioni per le imprese della pesca e acquacoltura cui vanno aggiunti 19 milioni per il comparto bufalino e 10 milioni per quello florovivaistico, vale a dire i settori particolarmente colpiti dall’emergenza da Covid-19.

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La Giunta regionale della Campania ha adottato varie delibere, di interesse anche per il settore primario, e la Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha approvato una serie di decreti che, tra l’altro, hanno semplificato le procedure per i beneficiari del Psr.

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Con delibera di Giunta n. 461 del 15 settembre 2020, la Regione Campania ha recepito la modifica del Psrversione 8.1 approvata dalla Commissione europea con cui è stata introdotta la misura 21 “Sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori e Pmi particolarmente colpiti dalla crisi di Covid-19”, che contempla la tipologia d’intervento 21.1.1 “Sostegno alle aziende agricole agrituristiche, alle fattorie didattiche e all’agricoltura sociale”. Il bando è stato emanato il 17 settembre 2020 e la graduatoria unica regionale definitiva è stata approvata il 26 febbraio 2021.

Con Decisione C (2021) 2093 del 24 marzo 2021 la Commissione europea ha approvato la modifica del Psr –  versione 9.2 che introduce la tipologia d’intervento 21.1.2 “Sostegno alle Pmi attive nella trasformazione e commercializzazione nel comparto vinicolo”.  Il bando della tipologia 21.1.2 è stato adottato il 15 febbraio 2021 con una clausola di salvaguardia e il  termine per la presentazione delle domande di sostegno è scaduto il 22 marzo 2021. La modifica del Psr –  versione 9.2 è stata recepita con delibera di Giunta regionale n. 147  del 7 aprile 2021 .

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Per scaricare l’opuscolo (ultima versione – 19 maggio 2020) clicca  QUI

Per i comunicati stampa della Giunta regionale clicca QUI

Misura “Più Impresa”, al via la presentazione delle domande

A partire dalle ore 10.00 di oggi, venerdì 30 aprile 2021, sul portale dedicato è possibile presentare domanda per accedere alle agevolazioni previste dalla nuova misura “Più Impresa”, attiva sull’intero territorio nazionale ai sensi dell’art. 43-quater del “Decreto semplificazioni”. Le domande saranno istruite in base all’ordine di arrivo.

La misura – a titolarità del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e gestita dall’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) – si prefigge di favorire il ricambio generazionale in agricoltura e l’ampliamento di aziende agricole esistenti condotte da giovani.

Destinatari dell’intervento sono le micro, piccole e medie imprese agricole, organizzate sotto forma di ditta individuale o società, condotte da giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni non compiuti e con i seguenti requisiti:

  • subentro: imprese agricole regolarmente costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana;
  • ampliamento: imprese agricole attive e regolarmente costituite da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane.

La misura finanzia investimenti fino a 1,5 milioni di euro (Iva esclusa) nell’ambito di progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo.

Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili e in un mutuo a tasso zero per la restante parte, nei limiti del 60% dell’investimento.

La durata va da un minimo di 5 ad un massimo di 15 anni con un periodo di preammortamento di massimo 30 mesi.

Per le attività di agriturismo e le altre attività di diversificazione del reddito agricolo saranno concesse agevolazioni in regime de minimis nel limite massimo di 200mila euro.

Psr, misure non a superficie: nuova proroga all’11 giugno 2021

Con decreto dirigenziale n. 144 del 30 aprile 2021 la Regione Campania ha disposto un’ulteriore proroga fino all’11 giugno 2021 dei termini temporali per la conclusione delle operazioni stabiliti dalle Decisioni individuali di concessione (Dica) per i beneficiari delle misure non connesse alla superficie e/o agli animali del Psr.

La proroga – inizialmente fissata al 31 dicembre 2020 e poi fatta slittare prima al 28 febbraio 2021 con decreto n. 342 del 23 dicembre 2020 e successivamente al 30 aprile 2021 con decreto n. 46 del 26 febbraio 2021 – è stata decisa per il perdurare dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

La proroga è autorizzata d’ufficio e non necessita, pertanto, di alcuna richiesta preventiva da parte dei soggetti beneficiari e di istruttoria da parte degli uffici regionali in caso di richiesta già avanzata dal beneficiario.

Pianeta Psr – aprile 2021

E’ on line il numero n. 101 – aprile 2021 di Pianeta Psr, testata di informazione della Rete Rurale Nazionale realizzata con il contributo del Feasr (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale).

In primo piano: Pac post 2020, un tavolo inclusivo per scrivere il nuovo Piano Strategico Nazionale >>

Sommario completo >>

Regione Campania, i decreti anti-Covid per l’agricoltura

Come abbiamo visto nelle altre sezioni di questo speciale Covid-19, la Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Campania ha adottato numerosi decreti dirigenziali per dare attuazione alla nuova misura 21 “Sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori e Pmi particolarmente colpiti dalla crisi di Covid-19” del Psr nonché alle misure straordinarie previste dal “Piano socio-economico per l’emergenza Covid-19” a sostegno delle imprese agricole, con interventi specifici a favore dei comparti bufalino e florovivaistico, della pesca e dell’acquacoltura.

Inoltre, sempre in questa fase emergenziale, la Direzione Generale ha adottato altri decreti a favore della generalità degli operatori del settore primario, di specifici comparti e dei beneficiari del Psr Campania 14-20. Soffermiamoci, in particolare, sui decreti dirigenziali rivolti ai beneficiari e potenziali beneficiari del Programma di Sviluppo Rurale.

Con decreto n. 69 del 16 marzo 2020  la Direzione Generale ha deciso la proroga di 45 giorni dei termini per la conclusione delle operazioni stabiliti dalle Decisioni Individuali di Concessione (Dica) per i beneficiari delle misure non connesse alla superficie e/o agli animali.

Il decreto n. 76 del 2 aprile 2020 ha stabilito: a) la proroga al 15 maggio dei termini di scadenza per tutti i bandi in corso alla data del 17 marzo; b) la sospensione dei termini in scadenza di una serie di adempimenti a carico dei beneficiari nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 15 aprile 2020, senza necessità di presentare di specifica istanza; c) la proroga di 60 giorni – a rettifica di quanto già stabilito con decreto n. 69/2020 – dei termini per la conclusione delle operazioni stabiliti dalle Decisioni Individuali di Concessione (Dica) emanate sino al 15 aprile.

Con il decreto n. 84 del 17 aprile 2020 sono state definite, per tutte le misure non connesse alla superficie e/o agli animali del Psr Campania 2014/2020, semplificazioni, tra l’altro, in materia di sottoscrizione delle domande e svolgimento dei controlli amministrativi in situ, dei controlli in loco e dei controlli ex post, in coerenza con le istruzioni operative dell’Organismo Pagatore Agea.

Il decreto n. 82 del 15 aprile 2020 ha approvato la versione 5.0 delle Disposizioni generali per l’attuazione delle misure connesse alla superficie e/o agli animali del Psr, che introduce semplificazioni in relazione alle modalità di aggiornamento del fascicolo aziendale, ai titoli di possesso e alle modalità di sottoscrizione delle domande, in coerenza con le circolari Agea.

Infine, a causa del protrarsi dell’emergenza da Covid-19, la Direzione Generale ha disposto con il decreto n. 155 del 31 luglio 2020 la proroga dei termini temporali per la conclusione delle operazioni stabilite dalle Decisioni Individuali di Concessione (Dica) relativamente alle misure non connesse alla superficie e/o agli animali del Psr. I termini sono slittati al 10 dicembre 2020 per i beneficiari di tutte le tipologie d’intervento della misura 7  “Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali” e al 31 ottobre 2020 per i beneficiari di tutte le altre misure non connesse alla superficie e/o agli animali. Per quest’ultimi, con decreto n. 237 del 30 ottobre 2020 il termine per la conclusione delle operazioni è stato ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2020. In seguito la Regione ha disposto ulteriori proroghe: al 28 febbraio 2021 con decreto n. 342 del 23 dicembre 2020, al 30 aprile 2021 con decreto n. 46 del 26 febbraio 2021 e, infine, all’11 giugno 2021 con decreto dirigenziale n. 144 del 30 aprile 2021

Per consultare tutti i provvedimenti adottati dalla Dg Politiche Agricole, Alimentari e Forestali clicca QUI