Ismea apre portale Piu’ impresa dedicato all’imprenditoria giovanile

Ismea apre portale Piu’ impresa dedicato all’imprenditoria giovanile

Apre il nuovo portale ‘Più impresa’, dedicato all’imprenditoria giovanile, con l’estensione sull’intero territorio nazionale, del contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile.

Al contributo resta abbinato il mutuo a tasso zero di importo fino al 60% dell’investimento. La misura è dedicata ai giovani che intendono subentrare nella conduzione di un’azienda agricola o che sono già attivi in agricoltura da almeno 2 anni e intendono migliorare la competitività della loro impresa. Nelle more della pubblicazione del decreto attuativo di cui all’art. 43-quater del cosiddetto ‘Decreto semplificazioni’, ogni domanda sarà istruita utilizzando per l’intero territorio nazionale le disposizioni relative a Resto al Sud, con due novità: estensione a 41 anni non compiuti dell’età dei richiedenti; riduzione della percentuale di garanzia dal 120% al 100%dell’importo del mutuo agevolato. L’ammissione alle agevolazioni sarà disposta, nei limiti delle risorse disponibili, seguendo l’ordine cronologico di presentazione, solo a seguito della pubblicazione del richiamato decreto interministeriale. Grazie alle novità presenti nel decreto Semplificazioni è possibile, infatti, anche per i giovani imprenditori agricoli del Centro e del Nord Italia, affiancare al mutuo a tasso zero il contributo a fondo perduto per finanziare l’ampliamento di un’azienda esistente oppure avviare un progetto di start up nel quadro di un’operazione di ricambio generazionale. Il mix delle due agevolazioni, previsto in precedenza solamente nel Mezzogiorno (cfr. decreto Resto al sud) è stato infatti esteso all’intero territorio nazionale.

Nel dettaglio, la misura denominata ‘Più impresa‘ finanzia investimenti fino a 1.500.000 euro per lo sviluppo o il consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo. Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili e in un mutuo a tasso zero per la restante parte, nei limiti del 60% dell’investimento. La durata massima è stabilita in 15 anni con un periodo di preammortamento di massimo 30 mesi.

Destinatari dell’intervento sono le micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, amministrate e condotte e da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti.

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Regione Campania: tutti i provvedimenti anti-Covid per l’agricoltura

La crisi innescata dal Covid-19 – considerata la più grave dell’era della globalizzazione – si caratterizza per la rapidità con cui si è diffusa su scala planetaria, incidendo prima sugli aspetti sanitari per poi agire, con forza, su quelli socio-economici. Al pari di quanto accade negli altri Paesi avanzati, la pandemia sta dispiegando i suoi effetti negativi anche sul tessuto economico, produttivo e sociale dell’Italia e dei singoli territori.

In un tale scenario, la Regione Campania ha adottato una serie di provvedimenti – illustrati nella sezione dedicata del portale istituzionale – volti al contenimento, prima, e alla riduzione, poi, della diffusione del contagio tra i cittadini. Al tempo stesso, Amministrazione è impegnata a dare risposte concrete alla crisi socio-economica.

Con delibera di Giunta n. 170 del 7 aprile 2020, la Regione Campania ha adottato il Piano per l’Emergenza Socio-Economica, dell’importo complessivo di 908 milioni di euro, che contiene misure straordinarie di sostegno alle imprese, comprese quelle dell’agricoltura e della pesca, ai professionisti e lavoratori autonomi nonché di supporto alle famiglie, ai singoli cittadini in difficoltà e alle fasce più deboli della popolazione.

Si tratta, dunque, di un Piano molto articolato. Sono previste, infatti, cinque tipologie di misure di sostegno:

  • per le politiche sociali (dotazione: 515,8 milioni);
  • per le microimprese (artigiane, commerciali, di servizi o industriali), i professionisti/lavoratori autonomi e le aziende agricole e della pesca (dotazione: 288 milioni);
  • per la casa (dotazione: 45,4 milioni);
  • per il comparto del turismo (dotazione: 30 milioni);
  • per specifici comparti dell’agricoltura (dotazione: 29 milioni).

In particolare, il Piano – così come dettagliato dalla delibera di Giunta regionale n. 211 del 5 maggio 2020 – stanzia 45 milioni a favore delle imprese agricole e 5 milioni per le imprese della pesca e acquacoltura cui vanno aggiunti 19 milioni per il comparto bufalino e 10 milioni per quello florovivaistico, vale a dire i settori particolarmente colpiti dall’emergenza da Covid-19.

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La Giunta regionale della Campania ha adottato varie delibere, di interesse anche per il settore primario, e la Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha approvato una serie di decreti che, tra l’altro, hanno semplificato le procedure per i beneficiari del Psr.

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Con delibera di Giunta n. 461 del 15 settembre 2020, la Regione Campania ha recepito la modifica del Psrversione 8.1 approvata dalla Commissione europea con cui è stata introdotta la misura 21 “Sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori e Pmi particolarmente colpiti dalla crisi di Covid-19”, che contempla la tipologia d’intervento 21.1.1 “Sostegno alle aziende agricole agrituristiche, alle fattorie didattiche e all’agricoltura sociale”. Il bando è stato emanato il 17 settembre 2020 e la graduatoria unica regionale definitiva è stata approvata il 26 febbraio 2021.

Con Decisione C (2021) 2093 del 24 marzo 2021 la Commissione europea ha approvato la modifica del Psr –  versione 9.2 che introduce la tipologia d’intervento 21.1.2 “Sostegno alle Pmi attive nella trasformazione e commercializzazione nel comparto vinicolo”.  Il bando della tipologia 21.1.2 è stato adottato il 15 febbraio 2021 con una clausola di salvaguardia e il  termine per la presentazione delle domande di sostegno è scaduto il 22 marzo 2021. La modifica del Psr –  versione 9.2 è stata recepita con delibera di Giunta regionale n. 147  del 7 aprile 2021 .

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Per scaricare l’opuscolo (ultima versione – 19 maggio 2020) clicca  QUI

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Misura “Più Impresa”, al via la presentazione delle domande

A partire dalle ore 10.00 di oggi, venerdì 30 aprile 2021, sul portale dedicato è possibile presentare domanda per accedere alle agevolazioni previste dalla nuova misura “Più Impresa”, attiva sull’intero territorio nazionale ai sensi dell’art. 43-quater del “Decreto semplificazioni”. Le domande saranno istruite in base all’ordine di arrivo.

La misura – a titolarità del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e gestita dall’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) – si prefigge di favorire il ricambio generazionale in agricoltura e l’ampliamento di aziende agricole esistenti condotte da giovani.

Destinatari dell’intervento sono le micro, piccole e medie imprese agricole, organizzate sotto forma di ditta individuale o società, condotte da giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni non compiuti e con i seguenti requisiti:

  • subentro: imprese agricole regolarmente costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana;
  • ampliamento: imprese agricole attive e regolarmente costituite da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane.

La misura finanzia investimenti fino a 1,5 milioni di euro (Iva esclusa) nell’ambito di progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo.

Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili e in un mutuo a tasso zero per la restante parte, nei limiti del 60% dell’investimento.

La durata va da un minimo di 5 ad un massimo di 15 anni con un periodo di preammortamento di massimo 30 mesi.

Per le attività di agriturismo e le altre attività di diversificazione del reddito agricolo saranno concesse agevolazioni in regime de minimis nel limite massimo di 200mila euro.

Psr, misure non a superficie: nuova proroga all’11 giugno 2021

Con decreto dirigenziale n. 144 del 30 aprile 2021 la Regione Campania ha disposto un’ulteriore proroga fino all’11 giugno 2021 dei termini temporali per la conclusione delle operazioni stabiliti dalle Decisioni individuali di concessione (Dica) per i beneficiari delle misure non connesse alla superficie e/o agli animali del Psr.

La proroga – inizialmente fissata al 31 dicembre 2020 e poi fatta slittare prima al 28 febbraio 2021 con decreto n. 342 del 23 dicembre 2020 e successivamente al 30 aprile 2021 con decreto n. 46 del 26 febbraio 2021 – è stata decisa per il perdurare dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

La proroga è autorizzata d’ufficio e non necessita, pertanto, di alcuna richiesta preventiva da parte dei soggetti beneficiari e di istruttoria da parte degli uffici regionali in caso di richiesta già avanzata dal beneficiario.

Pianeta Psr – aprile 2021

E’ on line il numero n. 101 – aprile 2021 di Pianeta Psr, testata di informazione della Rete Rurale Nazionale realizzata con il contributo del Feasr (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale).

In primo piano: Pac post 2020, un tavolo inclusivo per scrivere il nuovo Piano Strategico Nazionale >>

Sommario completo >>

Regione Campania, i decreti anti-Covid per l’agricoltura

Come abbiamo visto nelle altre sezioni di questo speciale Covid-19, la Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Campania ha adottato numerosi decreti dirigenziali per dare attuazione alla nuova misura 21 “Sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori e Pmi particolarmente colpiti dalla crisi di Covid-19” del Psr nonché alle misure straordinarie previste dal “Piano socio-economico per l’emergenza Covid-19” a sostegno delle imprese agricole, con interventi specifici a favore dei comparti bufalino e florovivaistico, della pesca e dell’acquacoltura.

Inoltre, sempre in questa fase emergenziale, la Direzione Generale ha adottato altri decreti a favore della generalità degli operatori del settore primario, di specifici comparti e dei beneficiari del Psr Campania 14-20. Soffermiamoci, in particolare, sui decreti dirigenziali rivolti ai beneficiari e potenziali beneficiari del Programma di Sviluppo Rurale.

Con decreto n. 69 del 16 marzo 2020  la Direzione Generale ha deciso la proroga di 45 giorni dei termini per la conclusione delle operazioni stabiliti dalle Decisioni Individuali di Concessione (Dica) per i beneficiari delle misure non connesse alla superficie e/o agli animali.

Il decreto n. 76 del 2 aprile 2020 ha stabilito: a) la proroga al 15 maggio dei termini di scadenza per tutti i bandi in corso alla data del 17 marzo; b) la sospensione dei termini in scadenza di una serie di adempimenti a carico dei beneficiari nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 15 aprile 2020, senza necessità di presentare di specifica istanza; c) la proroga di 60 giorni – a rettifica di quanto già stabilito con decreto n. 69/2020 – dei termini per la conclusione delle operazioni stabiliti dalle Decisioni Individuali di Concessione (Dica) emanate sino al 15 aprile.

Con il decreto n. 84 del 17 aprile 2020 sono state definite, per tutte le misure non connesse alla superficie e/o agli animali del Psr Campania 2014/2020, semplificazioni, tra l’altro, in materia di sottoscrizione delle domande e svolgimento dei controlli amministrativi in situ, dei controlli in loco e dei controlli ex post, in coerenza con le istruzioni operative dell’Organismo Pagatore Agea.

Il decreto n. 82 del 15 aprile 2020 ha approvato la versione 5.0 delle Disposizioni generali per l’attuazione delle misure connesse alla superficie e/o agli animali del Psr, che introduce semplificazioni in relazione alle modalità di aggiornamento del fascicolo aziendale, ai titoli di possesso e alle modalità di sottoscrizione delle domande, in coerenza con le circolari Agea.

Infine, a causa del protrarsi dell’emergenza da Covid-19, la Direzione Generale ha disposto con il decreto n. 155 del 31 luglio 2020 la proroga dei termini temporali per la conclusione delle operazioni stabilite dalle Decisioni Individuali di Concessione (Dica) relativamente alle misure non connesse alla superficie e/o agli animali del Psr. I termini sono slittati al 10 dicembre 2020 per i beneficiari di tutte le tipologie d’intervento della misura 7  “Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali” e al 31 ottobre 2020 per i beneficiari di tutte le altre misure non connesse alla superficie e/o agli animali. Per quest’ultimi, con decreto n. 237 del 30 ottobre 2020 il termine per la conclusione delle operazioni è stato ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2020. In seguito la Regione ha disposto ulteriori proroghe: al 28 febbraio 2021 con decreto n. 342 del 23 dicembre 2020, al 30 aprile 2021 con decreto n. 46 del 26 febbraio 2021 e, infine, all’11 giugno 2021 con decreto dirigenziale n. 144 del 30 aprile 2021

Per consultare tutti i provvedimenti adottati dalla Dg Politiche Agricole, Alimentari e Forestali clicca QUI

Pac e ricambio generazionale, lo studio della Commissione Ue

Le misure della Politica Agricola Comune (Pac) 14-20 per il ricambio generazionale hanno avuto un impatto positivo, anche se limitato, sull’aumento del numero di giovani agricoltori. Per accelerare il turn over è necessario attivare anche altri interventi, dagli incentivi economici al miglioramento di infrastrutture e servizi, che incoraggino gli under 40 a dedicarsi all’agricoltura o a vivere nelle zone rurali. E’ quanto emerge dal documento “Valutazione dell’impatto Pac sul ricambio generazionale, lo sviluppo locale e l’occupazione nelle aree rurali”, pubblicato l’8 aprile 2021 dalla Commissione Ue.

Il documento poggia su uno studio condotto sulle misure della Pac più rilevanti per il ricambio generazionale, vale a dire il sostegno con pagamenti diretti ai giovani agricoltori, il sostegno agli investimenti e gli aiuti all’avviamento di imprese.

“Le misure di ricambio generazionale della Pac – si legge nel documento – migliorano le prestazioni delle aziende agricole, la loro resilienza e il trasferimento sicuro delle aziende agricole dalle generazioni più anziane a quelle più giovani. Tuttavia, queste misure tendono ad aumentare la sostenibilità socio-economica delle aziende agricole dopo che i giovani agricoltori hanno avviato la loro attività piuttosto che contribuire alla successione delle aziende agricole. Inoltre, le misure di ricambio generazionale della Pac non sono ben adattate ai trasferimenti al di fuori delle aziende agricole familiari”.

In pratica, la Pac ha fornito un sostegno importante agli under 40 solo dopo che l’azienda è stata costituita piuttosto che favorire l’accesso alla terra e al credito.

Secondo lo studio, l’impatto delle misure della Pac sul ricambio generazionale può essere migliorato azionando, secondo un approccio integrato, strumenti sia della Politica agricola comune che di altre politiche Ue nonché prevedendo disposizioni legislative e fiscale più ampie e vantaggiose.

Eco-schemi Pac 2023-2027 moderna e semplificata

Eco-schemi PAC 2023-2027 moderna e semplificata

La nuova Pac a partire dal 1° gennaio 2023 prevede un nuovo pagamento a ettaro aggiuntivo a quello di base, relativo ai cosiddetti eco-schemi, cioè azioni volontarie messe in campo dall’agricoltore in funzione del clima e dell’ambiente. Ma detto così è tutto un po’ generico e così la Commissione europea recentemente ha pubblicato un documento dove propone un elenco di ben 41 pratiche agricole che possono rientrare nel nuovo pagamento. Saranno poi gli Stati membri a decidere quali di questi 41 eco-schemi verranno inseriti nella nuova Pac per quanto riguarda i loro paesi.

Non è ancora definita l’entità del pagamento, tuttavia è logico pensare che è opportuno intercettarlo, quindi è opportuno che gli agricoltori sappiano sin da oggi di quali pratiche si tratta. Anche perché sarebbe opportuno cominciare a sperimentarne qualcuna già da quest’anno.

Le pratiche che possono ricevere il pagamento

Di seguito indichiamo alcune delle pratiche indicate per le colture di pieno campo e per la zootecnia che, se verranno adottate dagli agricoltori, verranno compensate con un pagamento a ettaro.

Agro-ecologia:

  • Rotazione con colture leguminose
  • Colture di copertura (cover crops)
  • Sistemi zootecnici basati su pascolo a bassa intensità
  • Miscugli di colture e di specie anche per i prati permanenti

Allevamento e benessere animale:

  • Strategie di alimentazione ottimizzate
  • Condizioni di stabulazione migliorate: spazi, pavimenti, aree pasto libere, ombreggiamento, irrigatori e ventilazione
  • Pratiche che aumentano la robustezza, la longevità e la fertilità degli animali
  • Piani di prevenzione della salute animale
  • Fornire accesso ai pascoli e aumentare i periodi di pascolamento
  • Fornire possibilità di accesso ad aree all’aperto

Agricoltura ad alto valore naturale:

  • Riduzione dell’uso di fertilizzanti, gestione a bassa intensità dei seminativi

Agricoltura del carbonio:

  • Agricoltura conservativa
  • Gestione appropriata dei residui delle colture
  • Costituzione e mantenimento dei prati permanenti
  • Uso estensivo dei prati permanenti

Agricoltura di precisione:

  • Piani di gestione dei nutrienti e approcci innovativi per limitare il rilascio dei nutrienti
  • Coltivazione di precisione delle colture per ridurre input di fertilizzanti, acqua e agrofarmaci
  • Migliorare l’efficienza dell’irrigazione

Migliorare la gestione dei nutrienti:

  • Attuazione di misure relative ai nitrati che vanno oltre gli obblighi della condizionalità
  • Misure per ridurre inquinamenti di acqua, aria e suolo da parte dei nutrienti in eccesso, come analisi del suolo e altri sistemi di monitoraggio

Altre pratiche:

  • Additivi nei mangimi per ridurre le emissioni della fermentazione enterica
  • Gestione stoccaggio dei letami migliorate

PAGAMENTI DIRETTI

  • Nel prossimo ciclo di programmazione almeno il 30% degli aiuti destinati al sostegno al reddito degli agricoltori (cd. “pagamenti diretti”) sarà destinato ai regimi ecologici, ovvero all’adozione in agricoltura di pratiche benefiche per il clima e l’ambiente (Eco-schemi).
  • La Commissione Europea propone agli Stati membri di selezionare le pratiche ecologiche all’interno di quattro categorie: i sistemi agroforestali, l’agroecologia, l’agricoltura di precisione, il sequestro del carbonio.
  • Con gli aiuti disaccoppiati viene meno il vincolo tra erogazione dell’aiuto e la produzione oggetto dell’aiuto. Scopo principale di tale pagamento è garantire una maggiore stabilità dei redditi agli agricoltori i quali possono decidere che cosa intendono produrre senza perdere gli aiuti adattando l’offerta alla domanda.
  • Lo Stato membro decide se e come applicare il sostegno accoppiato, un aiuto concesso entro determinati limiti quantitativi legato a rese, superfici o numero di capi fissi.
  • Per la Pac post 2023 si sta pensando ad una polizza catastrofale obbligatoria (per danni a colture/strutture dovuti ad eventi calamitosi fino al 50% del valore) pagata dallo Stato.

CampaniAgricoltura – Le notizie del portale tematico

Una panoramica delle principali notizie pubblicate sul portale Agricoltura della Regione Campania.

[27.04.2021] Partecipazione all’Anteprima di Merano Wine Festival 2021: avviso pubblico per le aziende agroalimentari

La Direzione generale delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Campania offre alle aziende agroalimentari regionali l’opportunità di prendere parte all’ “Anteprima di Merano Wine Festival 2021”, che si svolgerà a Merano dal 18 al 20 giugno 2021.

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[23.04.2021] Partecipazione a Cibus 2021: avviso pubblico per le aziende della filiera birra

La Direzione generale delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Campania offre alle aziende regionali produttrici di birre artigianali l’opportunità di prendere parte alla manifestazione “Cibus 20° Salone internazionale dell’alimentazione”, in programma dal 31 agosto al 3 settembre 2021 presso il quartiere fieristico di Parma.

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[21.04.2021] Presentazione di proposte progettuali di un impianto pilota per la promozione dell’acquaponica

Con decreto dirigenziale regionale n. 128 del 21 aprile 2021 è stato approvato l’avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali relative ad un impianto pilota per la promozione dell’acquaponica da localizzare in una o più aree all’interno della cosiddetta “Terra dei Fuochi”.

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[15.04.2021] Variazione del calendario di ricerca e raccolta del Tartufo nero 

Con il decreto dirigenziale regionale n. 100 del 12 aprile 2021 è stata fissata la variazione del calendario di ricerca e raccolta del Tuber mesentericum (Tartufo nero ordinario).

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[14.04.2021] Olio extravergine di oliva: pubblicato il bando della seconda edizione di “ExtraCampania”

Pubblicato il bando della seconda edizione del concorso regionale “ExtraCampania”, riservato alle aziende produttrici di olio extravergine di oliva della Campania.

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[14.04.2021] Energie rinnovabili: linee guida per la valutazione della capacità d’uso dei suoli

Con decreto dirigenziale n. 33 del 7 aprile 2021 sono state apportate modifiche e integrazioni alle “Linee guida per la valutazione della capacità d’uso dei suoli mediante indagine pedologica sito specifica – edizione 2020”.

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[08.04.21] Nuove autorizzazioni per impianti viticoli 2021 – Proroga del termine per la presentazione delle domande

Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha disposto la proroga al 15 aprile 2021 del termine ultimo di presentazione delle domande di autorizzazioni per nuovi impianti viticoli (annualità 2021).

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[07.04.21] Controllo biologico della Cimice asiatica 

Il Ministero della Transizione ecologica ha rilasciato l’autorizzazione alle Regioni Campania, Marche, Liguria, Sardegna, Lazio e Umbria per l’immissione in natura della specie Trissolcus japonicus quale Agente di Controllo Biologico (ACB) del fitofago Halyomorpha halys (Cimice asiatica).

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[07.04.21] Disciplinari di produzione integrata: approvate le norme per l’anno 2021

La Regione Campania ha approvato le “Norme tecniche generali per la produzione integrata comprensive della Guida alla concimazione” per l’anno 2021 e il “Disciplinare di coltura del melograno”.

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Decreto sostegni

Decreto sostegni

Contributi a fondo perduto per i titolari di reddito agrario: presentazione delle domande fino al 28 maggio

Gli operatori della filiera agroalimentare hanno tempo fino al 28 maggio 2021 per presentare sul sito dell’Agenzia delle Entrate – https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/ – la domanda di contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni (decreto-legge n. 41 del 22 marzo 2021).
Il contributo è riservato ai soggetti titolari di partita Iva, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che producono reddito agrario di cui all’articolo 32 del Testo unico delle imposte sui redditi (approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986), la cui attività non risulti cessata alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni e la cui partita Iva non sia stata attivata dopo l’entrata in vigore del decreto.
Altro requisito per accedere al contributo è la riduzione di almeno il 30 per cento dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.
L’importo del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.
Le percentuali da applicare sono le seguenti:
– 60% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100mila euro;
– 50% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 100mila euro e fino a 400mila euro;
– 40% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 400mila euro e fino a 1 milione di euro;
– 30% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
– 20% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.
L’importo del contributo non potrà essere superiore a 150mila euro.

A cura di psrcampaniacomunica.it

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